
Tutti gli ospiti che giungono al monastero siano accolti come Cristo poiché un giorno il Nostro Signore ci dirà: Ero forestiero e mi avete ospitato. A tutti si renda il dovuto onore RB 53,1

30 anni - 04 - Vita Fraterna
30 anni di presenza a Pra 'd Mill - 25/08/2025
Dal “Trattato sull’amicizia spirituale” di Aelredo di Rievaulx:
“Nell’amicizia vige l’eternità, risplende la verità e diviene dolce la carità”.
“Chi sta nell’amore fraterno dimora in Dio e Dio dimora in lui” .
“ La fratellanza è eterna, per cui un fratello vuole bene sempre. Se colui al quale vuoi bene ti ha offeso, tu amalo ugualmente”.
Dal libro del Qoélet
“Guai a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi”. Q. 4,9-10
“Se uno tenta di sopraffare chi è solo, due gli terranno testa; una corda a tre capi non si rompe cosí presto. ”. Q. 4,12
Dai "Detti" di Antonio il Grande
“É dal prossimo che ci vengono la vita e la morte. Perché se guadagniamo il fratello, è Dio che guadagniamo; e se scandalizziamo il fratello, è contro Cristo che pecchiamo”.
Dai "Detti" di Abba Agatone
“Non mi sono mai addormentato avendo del rancore contro qualcuno; e, per quanto mi era possibile, non ho permesso che qualcuno si addormentasse avendo del rancore contro di me”
Dal commento al Cantico dei cantici di Guglielmo di Saint-Thierry :
“I soffitti di cipresso ( larice ) con l’eleganza e l’armonia della lro esecuzione e con la forza del loro profumo rappresentano la bellezza interna, che consiste nell’impegno a conservare l’unità di spirito. Ecco appunto qual è la carità reciproca l’uno verso l’altro dei figli dello Sposo, che si amano l’un l’altro, si sostengono l’un l’altro come nei soffitti i legni sono intrecciati ai legni per realizzare la bellezza interna, e una protezione interna, perché niente s’introduca furtivamente, niente penetri a turbare quelli che vi abitano, quando un solo amore li mette in condizione di offrirsi ed accettarsi a vicenda”.
Dagli Scritti di Doroteo di Gaza
Quale scopo dobbiamo avere quando ci rechiamo gli uni dagli altri? Innanzitutto la carità, perché è detto: “hai visto tuo fratello, hai visto il Signore tuo Dio!” poi l’ascolto della Parola di Dio, perché certamente in mezzo a più persone la Parola risuona in modo più vivo: spesso infatti quel che uno non sa un altro lo chiede.
Dalla sesta lettera di s. Antonio il Grande
" Miei figli amati, amatevi gli uni gli altri senza stancarvi né venir meno, ma fate del corpo di cui siete rivestiti un incensiere nel quale innalzare tutti i vostri pensieri e i vostri piani malvagi, e presentarli al Signore affinché elevi a sé i vostri cuori. Pregatelo con tutta la forza dell'intelletto che vi conceda la discesa dal cielo su di voi del suo fuoco immateriale per ardere tutto ciò che si trova in quell'incensiere, così da purificarlo. Allora, i sacerdoti di Baal che vi sono ostili avranno paura e fuggiranno di fronte a voi come fecero di fronte al profeta Elia, e voi vedrete la traccia di un uomo che sale con l'acqua dalla sorgente divina per far piovere su di voi la pioggia spirituale dello Spirito Paraclito. Se otterrete, figli miei, questi doni eccellenti, non crediate che provengano dalle vostre opere, perché in realtà sono una potenza santa che coopera con voi in tutte le vostre azioni.
Io vi prego di compiere ogni sforzo e di perseverare nelle buone azioni, affinché in voi possano gioire tutti i santi e lo spirito della mia misera persona, poiché tutti noi siamo creati da un unico principio e da un'unica natura spirituale invisibile.
Chi conosce se stesso sa di essere una sostanza immortale e che nostro Signore Gesù Cristo è il vero intelletto del Padre, da cui proviene la realizzazione di tutta la natura razionale creata a somiglianza della sua immagine. Infatti, egli è " la testa del corpo e la testa della chiesa", come dice l'apostolo Paolo, e noi siamo "corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte". Quindi, "non può la testa dire ai piedi: " non ho bisogno di voi", ma se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme a lui", come ha aggiunto l'Apostolo. Per questa ragione, noi dobbiamo più ancora osservare l'amore gli uni verso gli altri, perché, come afferma l'apostolo Giovanni, "chi ama suo fratello ama Dio", e chi ama Dio ama se stesso.
Io vi prego ancora di comprendere, miei figli amati, che noi siamo stati dotati di potere su noi stessi, ed è per questo motivo che veniamo attaccati dagli spiriti malvagi che ci circondano. Ma considerate quanto è scritto nel salmo: "L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva da ogni afflizione".Desidero anche che sappiate questo: in tutti coloro che si sono allontanati dalla virtù si è già realizzato l'inganno dei demoni, e la Scrittura si è compiuta su di loro, "figli del diavolo". Infatti, il demonio è decaduto dal suo rango celeste a causa della sua superbia, e ha poi cercato incessantemente di far precipitare coloro che si presentano al Signore con tutto il cuore, usando lo stesso mezzo che provocò la sua caduta, vale a dire l'orgoglio e l'amore della vanagloria. E' con questi due vizi che i demoni hanno cominciato a darci battaglia, pensando di separarci da Dio con quelli o con altri espedienti. Essi sanno che chi ama suo fratello ama Dio, perciò, a causa della loro folle avversione alla virtù, suggeriscono nei nostri cuori di odiarci gli uni gli altri, al punto che nessuno di noi desideri più vedere suo fratello o rivolgergli la parola.
Per questo, miei figli amati, vi dico che molti hanno davvero compiuto grandi sforzi per acquisire la virtù, ma a causa della loro mancanza di discernimento hanno ucciso se stessi. Io so che questo non è affatto strano, perché se sarete negligenti nelle vostre opere prima di aver fissato in voi le virtù, cadrete in quella malattia diabolica che è la mancanza di discernimento. Voi crederete allora di essere vicini a Dio e di possedere la luce, mentre in verità abiterete le tenebre. Miei figli amati, che cosa spinse nostro Signore Gesù Cristo " a cingersi la vita con un asciugatoio, a deporre le vesti, a versare l'acqua in un catino e a lavare i piedi di chi era più piccolo di lui", se non la volontà d'insegnarci, attraverso un simile esempio, a comportarci umilmente ? Infatti, tutti coloro che desiderano tornare alla loro prima condizione possono farlo soltanto attaverso l'umiltà, perché in principio fu un moto d'orgoglio che causò la caduta dal cielo. Se nell'uomo non dimorerà dunque una profonda umiltà di tutto il cuore, tutta la volontà, tutto lo spirito, tutta l'anima e tutto il corpo, "egli non erediterà il regno di Dio", come sta scritto. In verità, miei figli amati nel Signore, io prego notte e giorno il mio Creatore, nelle cui mani è il mio spirito, d'illuminare gli occhi del vostro cuore affinché comprendiate in primo luogo il mio amore per voi e sappiate quindi vedere e riconoscere la vostra miseria. Infatti, chi riconosce la propria miseria, questi è colui che ricerca la gloria autentica dell'elezione, e chi conosce la propria morte, conosce la sua vita eterna.
Io temo per voi, miei figli amati, che l'indigenza e la povertà vi possano raggiungere lungo la strada che conduce al luogo in cui potrete ottenere la ricchezza. Vorrei potervi vedere qui in carne ed ossa, ma dovrò probabilmente aspettare il tempo in cui non vi saranno tristezza, pena e gemiti, ma felicità e gioia per tutti coloro che ne saranno degni. Là c'incontreremo presto e potrò vedervi.
Infine, avrei ancora molte cose da dirvi, ma non è questo il momento.Adesso è invece tempo d'inviarvi, a ognuno secondo il suo nome, miei figli amati, il saluto nel Signore, al quale è la lode ora e sempre, nei secoli de secoli. Amen."